Banda Sociale di Cavedine
           

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L'ORGANICO

IL MAESTRO [Paolo Cimadom]
Paolo Cimadom, nato ad Aldeno (Trento) ha iniziato lo studio del trombone a tiro attraverso i corsi organizzati dalla Federazione dei Corpi Bandistici del Trentino e successivamente al Conservatorio "Bonporti" di Trento. Al suo attivo ha avuto in questi anni molteplici esperienze diverse nel panorama musicale trentino. Da sottolineare quelle, nell'ambito jazzistico, con la "Big Swing Orchestra" diretta da Attilio Donadio e la "New Project Orchestra" diretta da Renzo Vigagni. Nel 1992/95 frequenta un corso triennale di direzione con il Maestro Daniele Carnevali. Nel 1998/99 partecipa ad un corso di "Alto perfezionamento in direzione di Banda", con il Maestro Jan Cober. Nel 2005 ha conseguito il diploma di direzione presso l'ISEB (Istituto Superiore Bandistico Europeo) a Kerkrade (Olanda) con la Rundfunk-Blasorchester Leipzig diretta da Jan Cober. È membro effettivo della Grande Banda Rappresentativa della Federazione di Trento diretta dal Maestro Marco Bazzoli, con la quale ha partecipato ad importanti manifestazioni come l'ottava Conferenza della WASBE a Schladming e il 52° Midwest Clinic di Chicago (USA). Dalla fine del 2004 e per tutto il 2005 ha diretto la Banda Giovanile della Federazione della Provincia di Trento. Dal 1996 dirige la Banda Sociale di Aldeno con la quale, nel 2004, si è aggiudicato un prestigioso primo premio nella propria categoria al Concorso Internazionale di Strasburgo, Eolia 2004. A partire dal gennaio 2007 ha assunto la direzione della Banda Sociale di Cavedine.




FLAUTO
Helga Pozzani, Giulia Roncher, Amelia Toccoli, Loretta Toccoli
CLARINETTO
Michela Barberi, Elisa Bertè, Annalisa Bonetti, Alessandro Dallapè (clarinetto basso), Chiara Dallapè, Alessandro Ioppi, Alessandra Pederzolli, Elisa Pederzolli, Veronica Pederzolli, Giada Pozzani, Stefania Travaglia, Valentina Travaglia, Lorenzo Vivaldelli
SASSOFONO
Matteo Comai
CORNO
Giorgio Bonetti, Giovanni Bonetti, Luca Travaglia
TROMBA
Pierluigi Bonomi, Giuseppe Giorgi, Carlo Gober, Cristian Gober, Daniele Gober, Elia Mulas
FLIC. BARITONO
Fabio Comai, Francesco Giampiccolo, Franco Travaglia
TROMBONE
Antonio Marcantoni
BASSO TUBA
Alfredo Travaglia
PERCUSSIONI
Manuel Gober, Fabiano Lever, Alice Pedrotti
PORTA BANDIERA
Giancarlo Pozzani



IL DIRETTIVO

PRESIDENTE
Fabio Comai
VICE PRESIDENTE
Alessandro Dallapè
SEGRETARIO
Daniele Gober
CASSIERE
Giada Pozzani
CONSIGLIERI
Manuel Gober, Sergio Dorigatti, M. Laura Giovanelli, Giuseppe Pedrotti, Giancarlo Pola,
Alfredo Travaglia, Barbara Travaglia, Franco Travaglia



GLI STRUMENTI

"Ance e flauti"
Negli strumenti a fiato il suono ? dovuto alla colonna d'aria contenuta in un tubo che viene messa in vibrazione da una lamina di legno o di metallo o dalle labbra stesse del suonatore, che soffia, con maggiore o minore intensit?, nello strumento. Ad esempio quando soffiamo nell'imboccatura del clarinetto, l'aria che noi immettiamo nello strumento fa vibrare la piccola lamina di legno detta ancia. Le vibrazioni dell'ancia comunicano alla colonna d'aria contenuta nel clarino e noi udiamo un suono caratteristico. La medesima cosa accade in una tromba, solo che qui la colonna d'aria viene posta in vibrazione non dall'ancia, ma dalle labbra stesse del suonatore, premute fortemente contro il bocchino a tazza dello strumento. A seconda che il tubo sia stato originariamente di legno o di metallo, questi strumenti si possono suddividere in legni (flauto, ottavino, oboe, corno inglese, fagotto, controfagotto, clarinetto, clarone) e ottoni (corno, tromba, trombone).


flauto traverso

sax tenore
clarinetto

sax soprano
"Ottoni"
Questi strumenti prendono il nome di ottoni per il metallo di cui sono costruiti. Si possono anche chiamare strumenti a bocchino in quanto le vibrazioni vengono prodotte non da un'ancia, semplice o doppia che sia, ma dalle labbra stesse del suonatore premute con forza contro l'imboccatura dello strumento fatta a forma di piccola tazza. Variando la pressione varia naturalmente l'altezza dei suoni prodotti dallo strumento. Il tubo che pu? essere di diversa misura, quando ? troppo lungo viene avvolto su se stesso in spire circolari o appiattite. Un sistema di tubi supplementari muniti di apposite valvole, permette di cambiare l'estensione del tubo principale consentendo di ottenere, con relativa facilit?, tutta la gamma dei suoni possibili. Impiegando speciali "sordine" inserite nella campana dello strumento ? possibile modificare la "voce" nei modi pi? impensati.
I moderni ottoni suonati con potenza, e soprattutto file successive di trombe e tromboni, possono creare uno straordinario clangore.Ci? non ? dovuto tanto allo sforzo compiuto dai suonatori, anche se nelle fanfare si vedono spesso molti visi congestionati: il suono brillante degli ottoni ? dato dallo stretto tubo metallico, dalla cameratura cilindrica e dall'ampia campana svasata. La brillantezza del tono, tuttavia, non ? l'unica caratteristica di questi strumenti. Una insufflazione meno vigorosa produce infatti un suono pastoso e l'uso di una sordina conferisce alla musica un tocco misterioso e persino sinistro.

corno

tromba


trombone

tuba

Flicorno Soprano



Flicorno Baritono

"Percussioni"
Tutti gli strumenti che emettono un suono quando vengono colpiti o percossi sono chiamati "a percussione". Nonostante il fatto che molto probabilmente sono stati i primi strumenti scoperti dall'uomo, che faceva risuonare i tronchi cavi, vennero introdotti nelle nostre orchestre solo in tempi relativamente recenti. L'orchestra sinfonica occidentale della fine del XX secolo ne accoglie un vasto repertorio. Inoltre le percussioni rivestono grande importanza nelle orchestre jazz e nel rock. Storia: la comparsa degli strumenti a percussione nell'orchestra occidentale ? probabilmente frutto dell'influenza della musica africana e asiatica, come testimonia l'origine di gran parte di questi strumenti. é probabile che i timpani derivino dai tamburi portati in Europa dall'Asia Minore durante il periodo delle crociate, fra il XII e il XIII secolo. Dal XVII secolo, come abbiamo visto, i timpani furono utilizzati nell'ambito dell'orchestra occidentale e contribuirono alla realizzazione di opere, concerti e sinfonie. Altri tamburi apparvero in Europa nel corso del XVIII secolo, quando si diffuse la moda della musica militare turca. Due grandi compositori come Beethoven e Mozart inserirono nelle loro opere momenti ispirati alla musica turca, utilizzando il tamburo basso (conosciuto a quell'epoca come "tamburo turco"), il triangolo e i piatti. Fu questa combinazione di strumenti a percussione che dette vita al gruppo di strumenti oggi presenti in orchestra. Va sottolineato tuttavia che questi non trovarono una collocazione stabile in quest'ambito fino alla fine del XIX secolo. Inizialmente, le percussioni erano utilizzate per colorare esoticamente le partiture, soprattutto in ambito operistico. Inoltre, la moda della musica spagnola condusse all'introduzione di tamburini e nacchere. Il XX secolo ha visto un incremento costante e continuo della presenza degli strumenti a percussione nell'orchestra moderna. Tutto ci? ? dovuto a diversi fattori, ma particolarmente a una maggiore apertura culturale da parte dei compositori e alla consapevolezza di poter utilizzare l'orchestra come una vera e propria tavolozza di colori.

grancassa



batteria


rullante